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GUCCI ENTRA NELL’ALTA GIOIELLERIA E CRESCE NEI RICAVI

La maison Gucci si lancerà nell’alta gioielleria, presentando la prima collezione a stampa e clientela nella prossima primavera – estate.

  • Massimo De Angelis

La raffinata linea risulterà composta da duecento pezzi, con numerose pietre preziose colorate, e tutti i modelli saranno realizzati in Italia. Secondo Francois Henri Pinault, numero uno di Kering, gruppo proprietario del marchio fiorentino, l’intenzione è quella di arrivare a impiegare entro ventiquattro mesi oro proveniente solo da giacimenti al 100% sostenibili rispetto all’attuale 70%. L’espansione dell’offerta commerciale per la griffe toscana sembrerebbe una decisione piuttosto strategica. Società di consulenza hanno infatti evidenziato come nell’anno in corso il comparto gioielleria sia stato uno tra i più performanti nell’industria del lusso, con la previsione che i diciotto miliardi di euro di vendite comparabili del mercato globale si chiuderanno con un ulteriore aumento del 7%. L’universo estremamente ricco e molto particolare del designer Alessandro Michele oggi può quindi riuscire a imporsi anche in questo settore. Le parure che lo stilista sta creando per Gucci avranno di sicuro un posto di primissimo piano sul mercato in modo del tutto naturale. Del resto è un momento d’oro per il brand delle due G, che sta inanellando crescite di fatturato e utili uno dietro l’altro. Nei primi nove mesi del 2018 le vendite si sono attestati a 3.9 miliardi di euro con un incremento stratosferico rispetto lo stesso periodo del precedente esercizio. Un trend di successo che, come specificato in occasione del recente incontro con gli analisti finanziari, non è previsto in flessione nel breve periodo. Nel dettaglio il retail di Gucci nel terzo trimestre è progredito del 35%, con un picco nel continente asiatico del 42%, mentre il canale online ha messo a segno un balzo del 68%.