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DA VERSACE L’OMAGGIO Di DONATELLA A GIANNI E FINALE CON LE TOP

‘Ho finalmente avuto il coraggio di entrare negli archivi per celebrare mio fratello Gianni. E' stato l’atto più difficile, bello e liberatorio della mia vita. Un tributo a lui ’.

  • Massimo De Angelis

Basterebbero queste parole pronunciate da Donatella Versace per spiegare e descrivere uno show che ha decisamente lasciato il segno sulla recente fashion week milanese. Per varie ragioni: dall’evidente senso di nostalgia al clamore mediatico, dal piacere che le creazioni di trenta anni fa riescono ancora a suscitare al dovere di rivisitarle in qualcosa di contemporaneo. Difficile non iniziare dalla conclusione della sfilata, con le cinque top model iconiche del periodo in posa come nei mitici scatti fotografici di Richard Avedon. Luci soffuse, si apre il sipario e all’improvviso, come nei migliori colpi di teatro, appaiono Carla Bruni, Claudia Schiffer, Naomi Campbell, Cindy Crawford ed Helena Christensen che indossano luccicanti, e sensuali, abiti da sera con spacchi, spalline e scollature. Star assolute, irraggiungibili, quasi divine che un sarto della provincia di Reggio Calabria aveva lanciato nell’olimpo della moda, rendendole celebrità internazionali. E appare davvero complesso fare un confronto con le regine delle passerelle attuali, che affidano il loro successo allo strapotere dei social network. Il defilé firmato Versace, collezioni primavera estate 2018, è orchestrato per ricordare un passato di grande successo. Sia nelle coreografie, dove sono messe insieme gruppi di ragazze, e sia nella riproposizione di modelli originali, stampe e colori voluti da Gianni nei momenti importanti della sua carriera. In pedana tornano le greche, le tonalità solari, le farfalle, le fantasie ispirate alle opere d Andy Warhol e vengono ripresi i disegni, ma cambiano i tagli, gli accostamenti e le proporzioni di capi o accessori, che viaggiano al ritmo della modernità, evitando di cadere nel retorico e nelle auto – citazioni.